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BHUTTO

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BHUTTO

Messaggio Da Admin il Dom Nov 14, 2010 9:36 pm

BHUTTO

USCITA CINEMA: 05/11/2010



REGIA: Duane Baughman, Johnny O'Hara.
GENERE: Documentario
DURATA: 111 min
CAST: Tariq Ali, Reza Aslan, Diana Aveni, Benazir Bhutto, Fatima Bhutto.
Sanam Bhutto, Aseefa Bhutto Zardari, Bakhtawar Bhutto Zardari, Bilawal Bhutto Zardari, Rene Delacruz, Rachael Farrokh, David Frost, Iyad Hajjaj, Arianna Huffington, Pervez Musharraf, Condoleezza Rice, Kathleen Kennedy, Eliezer Ortiz, Victoria Schofield, Asif Ali Zardari

TRAMA:

Benazir è un nome che significa “senza paragoni”, “unica”. Speciale era Benazir Bhutto, la leader pakistana morta in un attentato nel dicembre 2007. A lei, alla sua vita, e alla sua dinastia è dedicato Bhutto, il documentario di Duane Baughman e Johnny O'Hara sulla prima donna a essere eletta primo ministro in un paese musulmano, colei che ha cambiato il Pakistan, e il mondo.
Il rapporto col padre Sulfikar, coi fratelli, la carriera politica, i suoi lutti, le sue lotte. Sono i binari su cui viaggia la pellicola, percorsi che si scambiano e si intrecciano per restituire la complessità di una figura tanto coraggiosa, carismatica, forte.
Con una veste grafica e un ritmo che superano il rischio della pesantezza e dell'elegia, facile per la materia storica, Bhutto poggia su fonti originali e importanti: le testimonianze audio della stessa Benazir, le interviste al marito Asif Ali Zardari, ai figli, sorelle, Condolezza Rice, a Mark Siegel, suo speechwriter e produttore fra gli altri del documentario, e a ulteriori grandi testimoni, contributi strutturati con robustissimo contradditorio. Un film che si preoccupa troppo di essere rigoroso tanto che, cinematograficamente e narrativamente, non aggiunge nulla alla storia di una dinastia così affascinante da stare in piedi da sola. Non prende una direzione, né un'identità, un punto di vista sulla vicenda: un prodotto di giornalismo impeccabile, descrittivo, buono ma neutro. Che non affonda nelle profondità di una vicenda così grande.
Cinema oppure tv, qualunque sia il canale, Bhutto ha comunque la priorità della diffusione per far conoscere la storia di colei che soprannominarono la “Kennedy del Pakistan”. Benazir significa “senza paragone”, “unica”. Sola è rimasta la Bhutto nel suo potere e nel suo coraggio. Una solitudine che affianca parecchi martiri per un mondo migliore. Una solitudine da numeri uno, perché al cinema si parla spesso di vendette, sanguinolente o psicologiche ma poco di una donna che aveva capito che “la democrazia è la miglior vendetta”.

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